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L’Assassino di Elefanti

Le paludi del Likouala in Congo paiono nascondere tutta una sfilza di animali sconosciuti, come in nessuna altra parte del mondo. Emela-ntouka è uno di questi. Il suo nome in lingua lingala significa assassino di Elefanti! La lingua lingala è una lingua bantu parlata nella Repubblica Democratica del Congo.

Ma cosa sarebbe questo presunto animale sconosciuto? Alcuni criptozoologi lo indicano come un possibile rinoceronte semiacquatico mentre altri lasciano aperta la possibilità che esso possa essere un dinosauro sopravvissuto all’estinzione, un dinosauro della famiglia dei Ceratopsidi Centrosaurini.

 rappresentazione emela-ntouka
Rappresentazione artistica Emela-ntouka

Vediamo ora la storia dei presunti avvistamenti di questa strana bestia e analizziamo la sua possibile esistenza!

Prime Testimonianze

Una delle prime testimonianze riguardo la possibile esistenza di questo animale avvenne nel 1954 da parte del francese Lucien Blancou,il quale fu ispettore della fauna selvatica coloniale francese. L’uomo pubblicò le prime informazioni sull’Emela-ntouka in un articolo che parlava dei rinoceronti della foresta del Congo che allora era ancora una colonia francese.

Vediamo nel dettaglio cosa scriveva Blancou sul misterioso animale:

Gli africani del nord del distretto di Kellé, soprattutto i pigmei, conoscono un animale della foresta più grande di un bufalo, quasi quanto un elefante, ma che non è un ippopotamo. Le sue tracce si vedono solo a lunghi intervalli, ma lo temono più di qualsiasi altro animale pericoloso. Lo schizzo della sua impronta che hanno disegnato per M. Millet è quello di un rinoceronte. D’altra parte non sembra che abbiano detto che ha un corno, anche se non hanno certo detto che non ce l’ha. Mentre M. Millet era a Kellé, nel 1950 se non sbaglio, uno dei più noti capi africani del distretto è venuto a diversi giorni di marcia per informarlo che “la bestia è riapparsa”.

Purtroppo questo è tutto ciò che posso dire, perché M. Millet ha lasciato il distretto nel 1951 e non ho potuto recarmici personalmente. Le ricompense in natura che questo funzionario ha offerto ai pigmei per avere una prova tangibile della presenza dell’animale non hanno dato alcun risultato.


Nei dintorni di Ouesso i nativi parlano di un grosso animale che ha un corno sul naso – anche se non so se ne abbia uno o più. Ne hanno paura come gli abitanti di Kellé.
Nei dintorni di Epéna, Impfondo e Dongou è nota anche la presenza di una bestia che talvolta sventra gli elefanti, ma non sembra essere così diffusa come nei distretti precedenti. Si suppone che un esemplare sia stato ucciso vent’anni fa a Dongou, ma sulla riva sinistra dell’Ubangi e nel Congo belga”.

Nel 1974, vent’anni dopo la prima testimonianza, anche il criptozoologo francese Christian Le Noël riferisce segnalazioni di uno strano rinoceronte lacustre nei pressi del lago Tele.

Altre Testimonianze

Sei anni dopo nel 1980,Roy P. Mackal e James Powell si recarono a Impfondo ed Epena per studiare le testimonianze riguardo al Mokele-Mbembe quando sentirono strane voci su un altro criptide presente nella regione. Un presunto animale lacustre dotato un un unico grande corno, come un rinoceronte. I primi resoconti riferirono di un grosso animale sconosciuto che sventrava elefanti ed ippopotami senza però mangiarne le carni.

Un erbivoro dunque. Un erbivoro aggressivo, fortemente territoriale e forte abbastanza da avere la meglio su colossi come elefanti ed ippopotami.

Mackal e Power annotarono una testimonianza più dettagliata da parte di un giovane di nome Joachim Mameka,il quale riferì: “C’è anche un altro animale con un corno che è molto selvaggio e uccide ma non mangia elefanti e ippopotami. Dilania gli ippopotami o gli elefanti con il suo grande corno.”

Le Spedizioni del 1981

Nel 1981 Mackal e Herman Regusters guidarono spedizioni concomitanti alla ricerca del Mokele Mbembe quando entrembe udirono storie riguardo l’Embela-ntouka. Regusters pubblicò per primo il rapporto sulle testimonianze di questa misteriosa bestia e nel 1982 scrisse: ” Un altro strano incidente è stato riferito al nostro gruppo mentre eravamo a Boa. Si trattava di un evento avvenuto a circa tre chilometri a nord-est del villaggio, nel febbraio 1981. Tre elefanti adulti furono trovati morti e galleggianti nell’acqua. Tutti erano stati uccisi da due perforazioni inferte al centro dell’addome. La bestia conservava ancora il suo avorio, eliminando la probabilità che si tratti di bracconieri o di cacciatori del villaggio in cerca di cibo.

E continua:“L’animale ritenuto responsabile di queste uccisioni è stato descritto dagli abitanti del villaggio come una strana creatura simile a un rinoceronte che abita le foreste vicine. Ci hanno portato sul posto e abbiamo documentato l’area su pellicola. Abbiamo saputo di questo evento solo dopo essere arrivati a Boa; a quanto pare non era noto agli abitanti di Epena, né era stato riferito ad altre spedizioni di passaggio nella zona.”

Le spedizioni di Mackal raccolsero le descrizioni dell’emela-ntouka da alcune decine di individui di diversa provenienza etnica e geografica, consentendogli di descrivere il criptide nel suo libro “A Living Dinosaur? In Search of Mokele-Mbembe (1987)”. Mackal scoprì che il nome mokele-mbembe veniva talvolta applicato a diversi criptidi, più comunemente all’Emela-ntouka; L’uomo riteneva che, attraverso questa confusione etimologica, entrambi i criptidi avessero assunto tratti dell’altro, il che poteva spiegare la coda pesante dell’Emela-ntouka e il corno del Mokele-mbembe.

Enigmatiche Raffigurazioni

Nel corso di spedizioni in Camerun, Jean-Claude Kerhoas e Michel Ballot hanno scoperto e fotografato incisioni che raffigurano l’Emela-ntouka, con piccole orecchie da elefante. Nel 2012 e nel 2013 sono state scoperte due raffigurazioni dell’Emela-ntouka, denominate Mokele-mbembe, realizzate nella Repubblica Centrafricana negli anni ’80 o ’90 da Jean Claude Thibault, che mostrano l’animale con orecchie a ventaglio.

Un’illustrazione raffigura l’Emela-ntouka che sventra un elefante. I disegni sono stati realizzati nell’ambito di una serie di leggende del Parco nazionale di Dzanga-Sangha, nella Repubblica Centrafricana sudoccidentale, vicino al Camerun e alla Repubblica del Congo, una regione abitata dal popolo Aka. Bill Gibbons mette in dubbio che queste raffigurazioni siano basate su descrizioni affidabili dell’emela-ntouka.

Descrizione della Bestia

Mackal descrive l’Emela-ntouka grande quanto un elefante o anche di più e con il busto simile al Mokele-Mbembe. Lo descrive con gambe grosse e pesanti come anche pesante e corta sarebbe la coda simile a quella di un coccodrillo. La pelle invece viene descritta di colore bruno grigiastro simile a quella di un Elefante senza peli e senza squame.

Possibile aspetto Emela-ntouka se fosse un dinosauro sopravvissuto

Per quanto riguarda la testa e il collo secondo Mackal sono più grandi e corti di quelli del Mokele-Mbembe. Tuttavia la caratteristica principale che contraddistingue l’Emela-ntouka sarebbe un grosso corno ricurvo al centro della testa che assomiglierebbe alle zanne in avorio degli elefanti. Inoltre le rappresentazioni locali raffigurano l’Emela-ntouka con orecchie a ventaglio simili a quelle degli elefanti africani ma assai più piccole. Mentre le impronte sarebbe grandi come quelle di un elefante ma a tre dita o con segni di artigli.

Comportamento e Versi

L‘Emela-ntouka sarebbe un animale anfibio, che a volte esce dall’acqua per nutrirsi. Si dice che sia un erbivoro e che si nutra di liane malombo (Landolphia mannii e Landolphia owariensis), che sarebbero anche la principale fonte di cibo del Mokele-mbembe. Tuttavia, Mackal ha avuto l’impressione che, piuttosto che dei frutti del malombo, l’Emela-ntouka si nutrisse preferibilmente delle liane stesse e delle loro foglie.

È tristemente aggressivo e loquace: riesce ad uccidere elefanti, bufali e ippopotami che si aggirano nel suo territorio perforandoli con il suo grande corno. A differenza del Mokele-mbembe, ci sono state testimonianze di versi dell‘Emela-ntouka. Anche se i suoni attribuiti a questo animale sono incoerenti e comprendono sbuffi, ululati, ruggiti, brontolii e ringhi.

Avvistamenti

In realtà sono stati registrati pochi avvistamenti dell’Emela-ntouka. Lucien Blancou ha sentito dire che negli anni ’30 ne era stato ucciso uno nel Congo belga, vicino a Dongou. Nel 1981 un Emela-ntouka è stato accusato di aver ucciso tre elefanti a nord-est di Boa.

Bill Gibbons ha intervistato una dozzina di presunti testimoni oculari dell’Emela-ntouka nella Repubblica del Congo mentre Michel Ballot ha ricevuto testimonianze dal fiume Boumba e dalle cascate di Nki, in Camerun.

Nella Repubblica Centrafricana, è stato segnalato un avvistamento anche nei pressi di Bayanga, nel Parco Nazionale di Dzanga-Sangha, dove viene utilizzato il nome Aka mokele-mbembe.

Jean-Claude Kerhoas riportò il fatto di una uccisione di uno strano rinoceronte d’acqua a circa una settimana di cammino da Lidjombo, nella Repubblica Centrafricana. Secondo Kerhoas, l’animale era stato ucciso e fotografato da un uomo bianco, che si sospetta abbia taciuto per paura di essere perseguito come bracconiere. Anche un gendarme e un pilota, sorvolando la stessa zona con un piccolo aereo, avrebbero visto dall’alto un animale simile a un rinoceronte con un solo corno.

L’avvistamento più recente fu segnalato nel Maggio del 2008. Un pescatore del Camerum settentrionale che stava visitando il fiume Boumba, a circa ottanta chilometri dal confine con il Congo a Moloundou, segnalò un animale cornuto simile a un rinoceronte. Stava sollevando le reti sul fiume una mattina presto quando vide un animale molto grande – “grande come una canoa”, forse più di dieci metri di lunghezza – che si allontanava da lui.

Era di colore scuro e, sebbene il pescatore non riuscisse a vedere la testa, notò la presenza di un corno, che descrisse come “bianco come una zanna d’avorio”. Il pescatore era certo che l’animale gli fosse del tutto sconosciuto e che non si trattasse di un ippopotamo o di un rinoceronte.

Teorie

Quindi in sostanza cosa sarebbe questo Emela-ntouka? Ci sono diverse teorie in proposito. La più accreditata vuole questa bestia come un particolare rinoceronte con abitudini semi acquatiche quasi come un ippopotamo.

rinoceronte immerso nell'acqua
Rinoceronte indiano immerso in uno stagno

L’ identificazione con un rinoceronte acquatico mal si addice però alla descrizione della coda che viene descritta come quella di un rettile. Anche il corno in avorio stona su un rinoceronte in quanto l’avorio proviene da denti allungati di animali come elefanti e trichechi ed è composto da dentina, mentre i corni dei rinoceronti sono costituiti da osso e cheratina.

Quindi? Non è un rinoceronte? Probabilmente no, allora cosa potrebbe essere?

Un altra interessante teoria identifica l’Emela-ntouka come parente del preistorico nello specifico Arsinoitherium! Cosa sarebbe questo animale dal nome impronunciabile? Un estinto parente di proboscidati come gli elefanti ma che assomigliava più ad un rinoceronte pur non essendone imparentato.

L’Arsinoitherium era un animale piuttosto grande, dalla struttura possente ed massiccia. Aveva due corni molto grandi e cavi, a differenza dell’Emela-ntouka che viene descritto con un unico grande corno. I corni erano composti di osso piuttosto che di cheratina, posti uno accanto all’altro sulla testa. I fossili di Arsinoitherium sono stati rinvenuti in formazioni suggestive di foreste pluviali tropicali e foreste di mangrovie; è stato spesso considerato un animale semiacquatico, anche se questa interpretazione è talvolta discussa.

Qualunque fosse il suo stile di vita, si sa che abitava le zone umide delle foreste tropicali e le pianure alluvionali dei fiumi. L’Arsinoitherium è stato rinvenuto soprattutto in Nordafrica, ma ha abitato anche l’Africa centrale, fino al sud-ovest dell’Angola settentrionale durante l’Oligocene precoce, e generi affini sono stati scoperti a sud fino alla Namibia. I fossili più giovani conosciuti di Arsinoitherium risalgono al tardo Oligocene e provengono dal Kenya e dall’Etiopia.

Possibile che l‘Emela-ntouka non sia altro che un discendente dell’ Arsinoitherium?

Arsinoitherium comparato a un essere umano

La teoria più affascinante e suggestiva indica l’Emela-ntouka come un dinosauro sopravvissuto! Soprattutto a causa della presunta coda Mackal ha azzardato la pur remota ipotesi che il criptide potesse essere un dinosauro ceratopsiano sopravvissuto. Una possibilità che ha ritenuto “percorribile, ma improbabile”, favorendo invece la teoria del rinoceronte d’acqua.

La forma di base dell’Emela-ntouka e la sua dieta sono coerenti con un’identità ceratopsiana. A differenza del famoso Triceratopo a tre corna, alcuni ceratopsiani, come il Centrosaurus, possedevano un solo corno, sul naso, come l’Emela-ntouka. Si ritiene che un ceratopsiano sia l’unica identità che potrebbe spiegare la presunta coda dell’Emela-ntouka, descritta come pesante, simile a quella di un coccodrillo. In merito a questa teoria, Karl Shuker ha anche suggerito che i corni ossei di un ceratopsiano potrebbero assomigliare più all’avorio che ai corni cheratinosi di un rinoceronte.

Nonostante ciò, la teoria del ceratopsiano, che è stata ampiamente criticata da Michel Raynal, presenta diversi problemi di rilievo.Sebbene un ceratopsiano possieda la coda da coccodrillo dell’Emela-ntouka, avrebbe anche una caratteristica degna di nota, del tutto assente nella descrizione del criptide: una cresta ossea, che si trova in tutti i ceratopsiani successivi con corna complete.

Inoltre in Africa non sono mai stati scoperti fossili di ceratopsiani, anche se, secondo Mackal, non sarebbe un problema, vista la natura incompleta della documentazione fossile. Mackal non ha inoltre trovato alcuna indicazione che l’emela-ntouka deponesse uova.

Freeman aggiunge che non ci sono prove di comportamento acquatico in nessun ceratopsiano cornuto si pensa infatti che i grandi ceratopsiani fossero scarsi nuotatori. Il genere sudcoreano Koreaceratops potrebbe essere stato acquatico, ma si trattava di un ceratopsiano precoce, piccolo e probabilmente privo di corna. Shuker sostiene che le orecchie a balze che compaiono nelle opere d’arte escludono qualsiasi identità non mammifera per l’Emela-ntouka, compreso un ceratopsiano.

Dinosauro Ceratopsiano

Conclusioni

Quindi tirando le somme cosa diamine può essere questo Emela-ntouka? Un semplice rinoceronte semi acquatico non ancora classificato dalla scienza? Oppure il discendente di quel bestione preistorico chiamato Arsinoitherium? O magari è davvero un dinosauro scampato all’estinzione?

Tutti gli appassionati di dinosauri,me compreso, vorrebbero che la terza opzione sia quella reale e cioè che L’Emela-ntouka sia davvero un dinosauro sopravvissuto. Anche se in fondo lo sappiamo bene che le possibilità che sia davvero un dinosauro sono scarsissime quasi nulle, ma in fondo sognare non costa nulla e finché la scienza non farà luce sulla vera identità del misterioso Emela-ntouka, noi appassionati dei lucertoloni del passato continuiamo a sperare che da qualche parte nel mondo qualcuno di loro sia sopravvissuto all’estinzione di massa!

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